Ebook o libro cartaceo?

Perché ebook e libro cartaceo sono differenti

Chiarisco subito una cosa: io sono un lettore compulsivo di libri cartacei, ebook e audiolibri. Non vengo quindi a darvi dei consigli su cosa sia meglio, l’importante è leggere, tuttavia è bene sapere che ci sono delle differenze.

Dunque, ebook o libro cartaceo, qual è il più bello del reame? per cortesia, non scherziamo! non sono la stessa cosa.

Ora vi chiedo di perdonarmi, qualche nozione sul diritto d’autore ve la dovete sorbire; se già sapete, non ve ne curate e passate oltre.

Quando parliamo di opera intellettuale dobbiamo distinguere l’idea ovvero l’opera dell’ingegno denominata anche corpus mysticum dal supporto su cui è fissata, ovvero il corpus mechanicum che può essere l’oggetto libro o, volendo fare un altro esempio, l’oggetto fotografia.

Quando acquistiamo un libro, non compriamo i diritti di sfruttamento dell’opera, ma per l’appunto il supporto, cioè in definitiva un oggetto.

Questa distinzione è stata ben marcata fino ai nostri giorni, cioè fino alla digitalizzazione della realtà.

Oggi però l’idea, l’opera dell’ingegno viene tradotta, ma sarebbe più corretto dire, ridotta in bit, che altro non sono che serie di numeri archiviate sui più diversi supporti, device, server e chiavette.

Diversamente però da un libro fisico, il libro digitale è  un contenuto che non possiamo toccare, così come talora non siamo nemmeno in grado di sfiorare il contenente cioè la libreria, per esempio quando il file è archiviato in un cloud cioè in server che si trovano in qualche sperduta parte del globo terrestre.

Al pari del libro cartaceo, anche il libro digitale può essere replicato un numero indefinito di volte, ma in modo molto più semplice e senza alcun costo, basta un click.

Questa facilità di riproduzione purtroppo ha provocato un fenomeno molto diffuso che è quello della pirateria informatica a cui gli editori hanno cercato di porre un freno attraverso sistemi  di gestione dei contenuti digitali, i cosiddetti DRM.

Tali soluzioni tecniche hanno tuttavia fatto dell’ebook, così come di ogni altro contenuto digitale che sia protetto da copyright e che sia scaricabile dal web, qualche cosa di ontologicamente diverso da quello che era in origine.

L’ebook non si acquista

Avete mai comprato e preciso “comprato” un ebook? Sono sicuro di no e sono in grado dimostrarvelo.

Allo stato dell’arte, sotto il profilo giuridico, è impossibile comprare un ebook che sia tutelato dal copyright. Ciò che si acquista, infatti, è una licenza che dà l’accesso a dei contenuti. Quando pensiamo di acquistare un ebook, in realtà, non concludiamo nessun contratto di compravendita, ma un contratto di licenza, cioè, previo pagamento di un corrispettivo, ci procuriamo il diritto di fruire di alcuni contenuti digitali per un determinato periodo di tempo, tendenzialmente corrispondente alla durata della nostra vita.

L’ebook non è più economico

Se pensate che gli ebook siano più economici, vi state sbagliando. Il mercato dei libri usati ha un grande seguito; una volta letto un libro, se volete potete rivenderlo e recuperare parte del prezzo, se, invece, il libro vi è piaciuto, potete anche tenerlo e metterlo in bella vista sulla vostra libreria, ricavandone ulteriore piacere.

Un ebook, invece, non potete rivenderlo, per il semplice motivo che non ne siete i legittimi proprietari. Anzi, per dirla tutta, nemmeno il prestito è liberamente consentito. Laddove infatti il contenuto digitale è trasferibile a titolo di prestito vi sono delle restrizioni ben precise imposte dall’editore in termini di durata del prestito e numeri di prestiti.

Se non ci credete, eccovi una delle clausole del contratto di licenza di Amazon: “Salvo diversa specifica indicazione, non potrai vendere, dare in noleggio o affitto, distribuire, trasmettere, concedere in sublicenza o altrimenti trasferire qualsiasi diritto relativo al contenuto Kindle o qualsiasi parte dello stesso a terzi, e non potrai togliere o modificare alcuna informazione o etichetta circa la proprietà riportata sul contenuto Kindle”

Se poi ritenete, come me, che i dati personali abbiano un valore economico, sappiate che quando leggete un ebook  cedete gratuitamente un bel malloppo di dati, di fatto quindi l’ebook è molto più caro di quanto vi possa sembrare.

Il principio di esaurimento del diritto d’autore non opera per il web

Ma è lecito che un editore limiti la circolazione di un libro digitale?

La legge italiana sul diritto d’autore, che riflette la normativa comunitaria prevede che, diversamente da quanto avviene per i libri fisici, per i libri digitali scaricati da internet, non operi il principio di esaurimento dello sfruttamento dei diritti da parte di chi ne è il titolare.

Tutti questi paroloni per dire che, mentre per i libri fisici, l’editore non può ricavare profitti dalla vendite successive alla prima, nei libri scaricati dal web, lo stesso editore può vietare ogni trasferimento futuro dell’ebook.

L’editore normalmente limita la libera fruizione del libro digitale attraverso un macchiavellico  strumento che risponde al nome di DRM, Digital Right Management ovvero sistema di gestione dei diritti digitali.

I DRM sono di diverse tipologie, più o meno invasivi, dal watermark o timbro digitale fino a sistemi più sofisticati che utilizzano chiavi crittografiche e credenziali con relativo account.

Il watermark ad immagine di timbro digitale è una sorta di etichetta apposta al file, contenente i dati dell’acquirente del libro e la data della transazione. In tal modo se un libro viene ceduto in violazione della licenza, è possibile risalire al primo soggetto che non ha rispettato il limite imposto dall’editore.

Il meccanismo è peraltro ridicolo, perché facilmente aggirabile con tool open source presenti nella rete.

Un ebook non è per sempre

Le licenze aventi ad oggetto ebook non sono trasferibili nemmeno “mortis causa” cioè per successione legittima o per testamento. Non potrete pertanto lasciare gli ebook che tanto amate ai vostri eredi, parola di George Clooney, tra i primi a sollevare il problema.

Se non credete a me, fidatevi, pertanto, del caro e vecchio George, what else?

A dire il vero non sono del tutto sicuro che si tratti di Clooney, ma se non è lui, non possono che essere Sting o Richard Gere; questi tre, per loro fortuna, in qualche modo c’entrano sempre in questo genere di problematiche.

Le condizioni delle licenze possono cambiare

Le condizioni d’uso inserite nelle licenze sono complicatissime. Per leggerle rischiate di impiegare più del tempo che impieghereste per leggere il libro. Tutte, però, contengono la facoltà per il licenziante, cioè per l’editore, di modificare unilateralmente le clausole.

L’hanno sperimentato i cultori di Orwell che qualche hanno fa si sono visti cancellare dalle proprie biblioteche virtuali i libri 1984 e la Fattoria degli animali, perché questo era il modo con cui Amazon aveva ritenuto di intervenire per bloccare la circolazione di copie illecitamente copiate di questi due testi. A rimetterci furono sia gli acquirenti legali che quelli illegali.

“L’evaporazione” della libreria digitale potrebbe peraltro avvenire in caso di fallimento dell’editore o per ragioni attinenti al business di quest’ultimo.

Tale scoperta l’hanno recentemente provata sulla propria pelle gli acquirenti di ebook dal marketplace di Miscrosoft.

Anche Microsoft, infatti, dopo aver provato ad entrare nel complicato mercato dei libri digitali, dopo meno di due anni dall’avvio di questo business, un bel giorno del 2016 ha deciso di mollare il segmento e lo ha fatto cancellando tutti le librerie digitali dei propri utenti, addio, quindi a tutti i libri acquistati.

Mi si potrebbe obiettare che Microsoft ha comunque rimborsato il prezzo dei libri, oltre a ulteriori 25 dollari per eventuali annotazioni apposte sull’ebook.

Se analizziamo bene la questione, il ragionamento presenta tuttavia qualche criticità: il rimborso, infatti, è un evento che si inserisce nella patologia di un rapporto, significa che qualcosa è andato storto.

Se ad un certo punto della mia vita, decido di privarmi di una parte del mio denaro per scambiarlo con un libro, ciò significa che do la mia preferenza ad un bene, il libro rispetto ad un altro bene, il denaro.

La cancellazione del libro e la restituzione del denaro riavvolgono la linea del tempo. E’ come se ci dicessero, scusate, abbiamo scherzato!

Questa dichiarazione rescissoria ha un valore tutt’altro che trascurabile, considerato che determina l’irrilevanza di una mia scelta precedente.

Per quanto riguarda poi il corrispettivo di 25 dollari a forfait per tutte le annotazioni fatte, corrispettivo che Microsoft ha riconosciuto ai suoi lettori – utenti, direi che andiamo di male in peggio.

Le mie annotazioni, se permettete, possono valere anche molto di più di 25 dollari.

Gli ebook non sono facili da annotare

I libri digitali non sono facili da interpolare con annotazioni. Se non ci credete, vi rimando ad un’intervista di Bill Gates, in cui, analizzando gesti e parole dello stesso, si comprende chiaramente che quando parla della sua esigenza di scrivere le proprie impressioni a margine delle letture, si riferisce ai libri cartacei.

Se persino Bill disdegna gli ebook, perché dovrei sceglierli io?

Bè due o tre validi motivi li avrei, come ad esempio, la mancanza di spazio o la possibilità di ingrandire il carattere e leggere senza forzare troppo la vista poiché anche con gli occhiali faccio fatica ad inquadrare le lettere.

Vi sono comunque delle controindicazioni a leggere solo libri digitali.

Secondo molti neuroscienziati la lettura veloce, altresì nota come “skimming”, propria dei testi digitali, sta plasmando le nostre menti in un modo da renderle inadeguate ad una lettura profonda. Fra i più forti sostenitori di questa tesi che, personalmente in parte condivido, vi è il finalista del premio Pulitzer 2011 Nicolas Carr’s  autore di “The Shallows: What the Internet Is Doing to Our Brains.”

In effetti leggere un libro è come salpare su un veliero, con tutto il rispetto per le supertecnologiche navi moderne, non per nulla gli allievi dell’Accademia di Livorno si addestrano sull’Amerigo Vespucci.

E poi, mentre un libro più si consuma, più  diventa vissuto, un ebook che è un file al massimo col tempo si corrompe.

I libri cartacei sono a prova di privacy by design, gli ebook no

Un libro cartaceo non mette a rischio la mia privacy in alcun modo. Un ebook, invece, grazie ai sistemi più sofisticati di DRM, sì. L’editore, infatti, è in grado di monitorare in tempo reale i miei gusti, le mie abitudini di lettura, quanto leggo, in quali orari, in altre parole mi può profilare e manipolare.

In un imminente futuro, inoltre, grazie a molteplici sensori biometrici potranno essere monitorate le espressioni del volto e addirittura le mie emozioni grazie alla misurazione dei battiti cardiaci o della pressione, già estraibili dagli orologi smart.

E così potrebbe accadere che a particolari soggetti alcune pagine o interi libri siano preclusi o al contrario proposti con insistenza per rafforzare determinate inclinazioni; il processo potrà avvenire per gradi, sarà probabilmente indolore, anzi impercettibile, magari ciò contribuirà a diminuire i conflitti, cosa di cui potremmo persino rallegrarci, ma quel giorno, in cui 1984 di Orwell sarà magicamente riapparso non nelle nostre librerie di Amazon, ma nella vita reale, avremmo definitivamente smesso di ragionare con la nostra testa.